Legacoop Marche

SERVIZI: LEGACOOP MARCHE, ISTITUIRE OSSERVATORIO REGIONALE APPALTI

Servizi e Sociale / News
Data: 31 Gen 2010 - 23:05
Istituire un Osservatorio regionale sugli appalti, con il compito di garantirne la corretta gestione, il rispetto dei principi di economicità, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e, soprattutto, il rispetto del contratto nazionale collettivo di lavoro per tutti gli occupati. E’ la proposta che hanno fatto, alla Regione Marche, le 104 cooperative di servizi che aderiscono a Legacoop Marche, riunite nell’assemblea regionale dedicata al tema “Quale futuro, quale lavoro”, organizzata in preparazione del congresso nazionale, che si svolgerà a Roma il 25 e il 26 febbraio.


Un universo che raccoglie cooperative attive nei trasporti, nel facchinaggio, nelle pulizie, nella ristorazione, nel commercio, nei servizi tecnologici, innovativi e alle imprese, con 1.819 soci e 2.118 occupati, un fatturato di 209,92 milioni di euro e un patrimonio netto di 15,15 milioni. “La finalità dell’Osservatorio – ha spiegato Fabio Grossetti, presidente del Comitato regionale settore Servizi di Legacoop Marche – deve essere quella di prevenire fenomeni distorsivi e di offerte anomale, di garantire supporti conoscitivi per le decisioni pubbliche e il contenimento dei costi delle strutture o dei servizi. Riteniamo importante, inoltre, che la Regione Marche, nella predisposizione delle proprie gare di appalto, tuteli le imprese cooperative del territorio regionale e assicuri il vincolo che, nei confronti dei soci-lavoratori, i trattamenti economici non siano inferiori a quelli dettati dai contratti stipulati dalle organizzazioni d’impresa e sindacali più rappresentative per evitare il proliferarsi di cooperative spurie ed irregolari”. Il massimo ribasso nelle gare d’appalto, con punte del 30-40%, spinge molte imprese a rifarsi sul costo del lavoro o, addirittura, ad impiegare lavoratori in nero. Un fatto che, per le cooperative, diventa concorrenza sleale, visto che il capitale umano è il fattore distintivo dell’essere impresa cooperativa. “Riteniamo che sia ormai ineludibile – ha detto Bruno Sansoni, presidente del Comitato regionale settore Servizi di Legacoop – conseguire la legalità del mercato. Le nostre imprese, per la loro natura, tendono a garantire il rispetto delle regole e ad essere, esse stesse, regolatrici di rapporti nel mercato”. Per questo, è fondamentale “la concertazione della domanda, che però deve essere adottata utilizzando regole certe e chiare nella predisposizione delle gare di appalto. La nostra proposta è di realizzare, anche nelle Marche, una centrale regionale di committenza sul modello di quanto fatto in Emilia Romagna”. Un’altra difficoltà con cui sono costrette a confrontarsi le cooperative di servizi è quella del ritardo dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni. Il Sistema sanitario regionale delle Marche paga, in media, in un periodo compreso fra i 138 e i 161 giorni. Nel 2008, le Aziende sanitarie ed ospedaliere avevano un debito di 645 milioni di euro di cui 428 milioni di euro erano verso i fornitori, comprese le cooperative. Le Marche, comunque, sono in una situazione migliore rispetto alla media italiana in cui il tempo medio di pagamento è di 247 giorni, con punte massime di 676 giorni in Molise, di 652 in Calabria, di 618 in Campania. La concorrenza per le cooperative dei servizi, è stato detto nell’incontro, cui hanno partecipato anche Simone Mattioli e Stefania Serafini, presidente e direttore di Legacoop Marche, arriva anche dalle coop di altre regioni. “Dobbiamo dare l’opportunità alle cooperative marchigiane di lavorare, sempre nel rispetto delle regole – ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive, Fabio Badiali -, per far questo, queste imprese si devono rafforzare anche attraverso la creazione di aggregazioni. Dobbiamo anche pensare alla possibilità di fissare dei paletti confrontandoci con le Regioni limitrofe per favorire la lotta all’abusivismo e alla concorrenza sleale dovuta alla mancanza di rispetto delle regole”. Per Ferdinando Palanti, vice presidente dell’Ancst-Associazione nazionale cooperative servizi e turismo, “occorre modificare l’approccio culturale per creare un nuovo modello di sviluppo che favorisca l’uscita dalla crisi, un modello di cui queste imprese saranno certamente protagoniste visto che, già oggi, rappresentano il 70% dell’economia nazionale contro il 30% d’industria ed agricoltura. E’, ora, perciò di uscire da un approccio industrio-centrico e capire qual è il valore di questa presenza sul mercato. Noi, come associazione di cooperative, dobbiamo spingere e stimolare il rafforzamento delle nostre imprese per affrontare questo cambiamento culturale”.





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