  “Accogliamo con soddisfazione l’interesse della Cgil di Ascoli Piceno verso la nostra proposta di istituire un Osservatorio regionale sugli appalti e rilanciamo l’idea del sindacato di coinvolgere anche le altre associazioni di categoria, artigiane ed industriali, oltre alla Regione Marche e agli Enti territoriali, su questo tema”. Lo afferma Stefania Serafini, direttore di Legacoop Marche, confermando la necessità di costituire un Osservatorio regionale sugli appalti, che abbia il compito di garantirne la corretta gestione, il rispetto dei principi di economicità, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e il rispetto del contratto nazionale collettivo di lavoro per tutti gli occupati.
“Anche le altre categorie produttive – sottolinea la Serafini -, e non solo le cooperative, e tutti gli Enti locali hanno interesse che gli appalti siano gestiti nel rispetto totale delle regole e dei lavoratori, che non si sviluppino fenomeni distorsivi o di offerte anomale”. Il massimo ribasso nelle gare d’appalto, con punte del 30-40%, spinge molte imprese a rifarsi sul costo del lavoro o, addirittura, ad impiegare lavoratori in nero. Un fatto che, per Legacoop Marche, si traduce in concorrenza sleale, visto che il capitale umano è il fattore distintivo dell’essere impresa cooperativa. E proprio sulla valorizzazione del capitale umano, sottolineato anche dalla Cgil, si può basare l’uscita dalla crisi economica anche nella provincia di Ascoli Piceno, che ha dovuto affrontare più difficoltà rispetto ad altri territori. “Malgrado le difficoltà congiunturali dell’economia – afferma la Serafini -, la cooperazione tiene, in Italia e nelle Marche. Anzi, secondo i nostri ultimi dati, a livello nazionale, le cooperative hanno registrato, nel 2009, un incremento del +1,62 per cento nel fatturato e del +0,77 per cento nell’occupazione. Un dato positivo che, seppur contenuto nel suo andamento di crescita, ci spinge ancora di più a credere che far sviluppare la cooperazione è uno strumento per uscire dalla crisi. Un movimento che si sta sentendo nelle Marche e anche in provincia di Ascoli Piceno dove cominciano a nascere nuove cooperative, create da quelle persone che hanno avuto le conseguenze più gravi dalla crisi perdendo il posto di lavoro o essendo costrette a riconvertirsi e a cambiare tipo di occupazione. Bene, quindi, alla promozione di nuove cooperative specie in tutti quei settori innovativi, di servizi, di commercializzazione, di cultura e turismo, di welfare, dove la valorizzazione del capitale umano è il fattore vincente”.
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